La Federazione Italiana Osteoporosi e malattie dello Scheletro (FEDIOS) organizza per
sabato 22 ottobre 2011 – ore 9.00
presso il C.T.R. di via F.lli Cervi 59/e a Reggio Emilia un convegno dal titolo :
Prevenzione e cura nell’osteoporosi
La Dr.ssa Frigelli Sabrina specialista in reumatologia e nello studio delle malattie metaboliche dell’osso, presenterà le nuove linee guida in materia di Osteoporosi.
La partecipazione al convegno, per tutti coloro che fossero interessati, è gratuita previo accredito presso la segreteria del C.T.R. (0522/385411)
L’Associazione, senza alcuna finalità di lucro, persegue le seguenti finalità:
a) attivare campagne di informazione e di sensibilizzazione sociale e politica nell’ambito della medicina preventiva;b) promuovere attività di sostegno alle richieste dei pazienti di osteoporosi; c) promuovere studi e ricerche nel settore della osteoporosi e di altre malattie di rilevanza sociale; d) organizzare corsi didattici e seminari periodici per l’aggiornamento del personale medico e paramedico coinvolto nella gestione della malattia e) organizzare iniziative finalizzate all’aggiornamento, attraverso l’utilizzo di strumenti quali i dibattiti pubblici, le conferenze e le pubblicazioni; f) aiutare finanziariamente, mediante contributi e rimborsi spese, studiosi che vogliono partecipare a convegni, congressi o corsi di qualificazione in sedi qualificate anche all’estero, o per effettuarvi comunque periodi di studio; g) le attività di cui al comma precedente sono svolte dall’ Associazione prevalentemente tramite le prestazioni fornite dai propri aderenti. h) l’attività degli aderenti non può essere retribuita in alcun modo nemmeno da eventuali diretti beneficiari.
Per info: Dr.ssa Sabrina Frigelli c/o C.T.R. 0522/385411
Dott.ssa Sabrina Frigelli
Cos’è l’osteoporosi L’osso non è una struttura inerte ma durante la nostra vita viene continuamente “rimodellato”; le cellule più importanti nell’osso sono due: quelle che tolgono calcio (osteoclasti) e quelle che ne costruiscono di nuovo (osteoblasti). Le due cellule lavorano insieme tanto che ogni volta che gli osteoclasti tolgono calcio, subito gli osteoblasti ne rimettono e nessuna delle due cellule riesce a lavorare se da sola. L’osso costituisce un enorme serbatoio di calcio, questo è indispensabile per il buon funzionamento di cervello, cuore e reni, perciò tutte le volte che l’introduzione di calcio è inferiore alle nostre necessità, il calcio viene prelevato dalla nostra riserva, l’osso. Durante la vita di un essere umano la distruzione e la produzione di osso non sono sempre uguali: il bambino ha bisogno di accrescere le sue ossa per cui dai 0 fino ai 20 anni gli osteoblasti producono più osso di quello che gli osteoclasti distruggono. E’ opinione comune che fino ai 30-35 anni il nostro osso lavori in “positivo” e a quell’età si raggiunge quello che viene chiamato il “picco di massa ossea” cioè la maggior quantità di osso che potremmo mai avere in tutta la vita. Dopo i 35 anni le cellule che producono osso iniziano a lavorare meno di quelle che lo distruggono e così da quell’età noi cominciamo a perdere ogni anno un po’ di calcio dall’osso. Questa perdita modesta si può considerare fisiologica. Purtroppo dopo la menopausa, la perdita degli ormoni femminili (estrogeni) accelera il meccanismo e l’osso, non avendo più la protezione di questi ormoni, perde molto più calcio di quello che viene ricostruito. La perdita eccessiva di calcio e le alterazioni che avvengono all’interno dell’osso, portano molte donne all’osteoporosi. Chi ha l’osteoporosi ha molta più probabilità di fratturarsi le vertebre, il polso, il femore e questo può avvenire per traumi lievi o addirittura senza traumi. Mentre le fratture di polso e di femore sono sempre evidenti per l’impotenza funzionale e il dolore, il 50% solamente delle fratture vertebrali si manifesta con dolore e l’altro 50% non dà segno di se. Quindi solo la metà delle donne con fratture da osteoporosi sa di averle, l’altra metà lo può scoprire solo facendo radiografie della colonna dorso-lombare o una morfometria vertebrale (questi esami permettono di analizzare il corpo vertebrale e vedere se la vertebra si è schiacciata). Mentre è colpita dall’osteoporosi una donna su tre, nell’uomo l’osteoporosi è un evento più raro anche se non infrequente, l’uomo ne è esposto dopo i 60 anni, quando si riducono gli ormoni maschili (androgeni). Ad aggravare quella che è la perdita ossea possono esserci molti fattori che elencherò qui di seguito: -sesso femminile -razza bianca -familiarità per fratture -familiarità per osteoporosi -menopausa precoce spontanea o chirurgica (asportazione delle ovaie). Le donne che subiscono l’asportazione dell’utero ma non delle ovaie non devono considerarsi in menopausa perché non hanno più le mestruazioni ma le loro ovaie possono continuare a produrre gli estrogeni anche per anni. -fumo di sigaretta -estrema magrezza -scarsa introduzione di calcio e vitamina D con la dieta -scarsa attività fisica -immobilizzazione (per una malattia o per il coma ecc) -abuso di alcool -abuso di caffè -assunzione prolungata di questi farmaci: cortisonici, ormoni tiroidei, antiepilettici, anticoagulanti.
Come prevenire l’osteoporosi -fare regolarmente attività fisica moderata -introdurre quantità adeguate di calcio e vitaminaD con la dieta. - mantenere il peso corporeo nei limiti della norma (essere troppo magre in questo caso non giova). -evitare eccessi di alcool e di caffè. -abolire il fumo di sigaretta.
Per capire se c’è l’osteoporosi L’osteoporosi è una malattia “silenziosa”, cioè non dà alcun sintomo della sua presenza se non quando c’è la complicanza, che è la frattura ossea di polso o di femore o nel 50% delle fratture vertebrali. Per questo motivo è importante capire quando è il momento di fare l’esame per ricercarla: capita spesso di vedere pazienti che fanno MOC ogni anno perché hanno dolori articolari diffusi da artrosi e si meravigliano del fatto che l’esame sia sempre negativo e poi capita di vedere persone che si accorgono di avere l’osteoporosi solo perché si fratturano il femore o le coste o il polso o le vertebre. L’artrosi è una patologia del tutto diversa dall’osteoporosi, ed è sempre sintomatica, è importante non confondere le due malattie. L’esame MOC dovrebbero essere fatto alle donne entro due anni dalla menopausa, o prima se ci sono molti fattori di rischio. Deve poi essere ripetuto ogni due anni se il risultato è alterato, ogni 3 se è risultata nella norma. L’unico caso in cui può essere ripetuto dopo un anno è nei pazienti che fanno uso di cortisone ad alte dosi perché il cortisone è l’unico che apporta modifiche così rapide. Una volta che si fa l’esame e si scopre di avere l’osteoporosi non è molto saggio non fare niente e aspettare il controllo successivo per vedere come vanno le cose, ma bisogna fare una visita specialistica per decidere, in base ai fattori di rischio e agli esami di sangue, se è necessario iniziare subito una terapia e che tipo di terapia. Il medico deciderà inoltre, in base al risultato della densitometria, alla presenza di cifosi dorsale (incurvamento in avanti della colonna), alla presenza di dolore vertebrale tipico, alla riduzione inspiegabile della statura, se far eseguire anche una radiografia.
Cosa deve fare chi ha l’osteoporosi -rivolgersi ad uno specialista o al proprio medico per gli accertamenti opportuni ed una terapia adeguata -evitare di stare a lungo a letto o in poltrona -fare ginnastica dolce e potenziamento della muscolatura paravertebrale e glutea -usare scarpe morbide e con suola non scivolosa -evitare di flettere il dorso per raccogliere le cose da terra -non spostare o sollevare peri eccessivi -non usare tappeti piccoli in bagno o scendiletto in camera perché è facile scivolare - usare tappetini antisdrucciolo nella vasca o nella doccia