Torino-Roma No Stop: Antonio Tallarita solo al comando
“Nihil est magnum somnianti!” Il 2 giugno come previsto è partita da Torino, Piazza Castello, la Torino-Roma No stop di 720 km circa. Subito in evidenza Antonio Tallarita, azzurro di ultramaratona, uno dei 17 partecipanti a questa impresa nel 150esimo dell’Unità Italiana, uno dei più accreditati alla vittoria finale, all’arrivo al Vittoriano, a quell’Altare della Patria in Roma che commemora la libertà della nostra nazione, nonché il sacrificio che ha comportato per la sua conquista.Antonio Tallarita che rappresenta il Comune di Reggio Emilia, la città in cui vive e lavora (Società Lombardini), nel quale nacque ufficialmente il tricolore, dopo aver corso per i primi chilometri con Paolo Rovera (suo compagno di nazionale della 24 ore), il rumeno Vasile Frigura e soprattutto il ligure Fausto Parigi che era transitato per primo al primo vero ceck-point, si è incamminato in solitaria, da nessuno più infastidito, allorquando nel giro delle prime 24 ore si sono ritirati uno dopo l’altro tutti i più accreditati “avversari”. Sono però rimasti in gara gli “irriducibili” coloro che, con passo lento, pian piano, ma abituati a correre/camminare per giorni e giorni come Roy Pirrung, americano, Presidente dell’Associazione ultramaratona negli State, il maltese che abita a Roma, Victor Vella, il friulano Aldo Maranzina, Marinella Satta, atleta di casa, azzurra di ultramaratona di fine anni ’90, lo stesso organizzatore, Enzo Caporaso. Il primo vero percorso impegnativo e anche abbastanza pericoloso è stato in Liguria, nella salita del Bracco, a una quota di circa 600 slm, con un D+ molto più alto e totale assenza di luce, in una notte, quella fra venerdi e sabato, stellata bellissima e le solo lucciole a far da compagnia!Le temperature giornaliere si assestano intorno ai 30° con un’alta percentuale di umidità, e la notte non si può dire che vada meglio! Dopo tre giorni di corsa, domenica 5 giugno, all’affacciarsi del 4° giorno di gara, alle ore 10.00 circa Antonio Tallarita è partito dal settimo check-point, quello di Livorno verso Rosignano Solvay a più di 35 km di distanza.
Questa tappa è stata preceduta da una bruttissima notte, fra sabato e domenica, quando, all’uscita di Viareggio, Antonio ha perso la strada poiché da quel punto in poi, le segnalazioni del percorso manifestazione sono risultate inesistenti! Risultato disastroso che si va ad assommare alla stanchezza che Antonio sente: percorsi infatti circa 7 km in più, girovagando per ritrovare la strada, ovvero l’imbocco della pericolosissima Via Aurelia che attraversa alcuni paesi del pisano verso Livorno. La via Aurelia è pericolosa per svariati motivi che vanno dai lavori in corso, al traffico particolarmente veloce, al buio pressoché totale in molti punti e, ultimo ma non ultimo, una via lunga parecchi km in balìa a viados, delinquenti, spacciatori, lucciole (non riferite ai cari simpatici volatili della famiglia dei coleotteri che emettono una magica luce!).Antonio Tallarita ad un certo punto è stato preso da un simil attacco di panico e solo grazie al supporto dello Staff al seguito, si è convinto a non ritirarsi ed è riuscito ad arrivare a Livorno con 3 ore circa di ritardo rispetto alla sua tabella di marcia. Menzione a parte merita lo Staff medico di cui dispone Antonio: il Dottor Roberto Citarella e il massaggiatore Giovanni Moccia del C.T.R. di Reggio Emilia sono, non solo medico e massaggiatore, ma amici, consulenti, guida morale e reale (non ci sono apripista, pur essendo una gara definita competitiva), un qualcosa che va ben oltre il loro status.Fino a domenica mattina, Antonio Tallarita ha percorso 375 Km dei 720 circa in programma, senza ovviamente contare i km percorsi in più: Numquam quiescere Antonio!
Denise Quintieri Ufficio stampa

