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21 OTTOBRE 2011: PARTENZA !!!

Un colpo di pistola, questa mattina a Reggio Emilia, presso la pista di avviamento al ciclismo Giannetto Cimurri , ha dato inizio alla Maratona dei 1000 KM  in 10 gg con la quale Antonio Tallarita tenta di  entrare nel Guinness WR .Tallarita viene affiancato nell’impresa dei 10 giorni dalla ultramaratoneta Angela  Gargano e dall’ultramaratoneta Vincenzo Tarascio che correrà i 100 km per 2 giorni..Ai mataroneti per la certificazione del Guinness è stato applicato prima della partenza  il Chip .Erano presenti alla partenza Mainini Giuliano  presidente della podistica Biasola ,a cui è iscritto Tallarita, che si è attivato con i volontari  della Biasola per garantire i vari servizi nel corso dell’ impresa; l’Assessore provinciale alla Sicurezza Sociale Marco Fantini, il presidente della Cooperatori-Scott di ciclismo Valentino Iotti,  Doriano Corghi   presidente del Coni provinciale, Mauro Rozzi presidente provinciale della UISP, Giorgio Cimurri , figlio di Giannetto a cui la pista è intestata e il dottor Roberto Citarella D.S. del CTR di Reggio Emilia, responsabile medico-scientifico dell’evento. Prima della partenza Tallarita è stato sottoposto dal  Professor Pietro Trabicchi della medicina dello sport di Verona e consulente IUTA, accompagnato da  2 studenti universitari, ad un esame elettroencefalografico per elaborare una ricerca medico- scientifica che si aggiunge allo studio che il dr. Citarella ha predisposto con professionisti del CTR di Reggio Emilia. Presenti  anche tifosi  e altri atleti che correranno ogni giorno la maratona dei 42 Km . Nel corso della mattina sono entrati in pista anche un gruppo di studenti della 3B e 3D della secondaria di I grado Antonio Fontanesi che hanno affiancato Tallarita.

Tallarita con il Dr. Roberto Citarella prima della partenza

Tallarita sottoposto all’elettroencefalogramma per uno studio dell’università di Verona

Tallarita con Angela Gargano e Vincesco Tarascio

Lo sparo di inizio 

Partiti

I ragazzi della Fontanesi con Tallarita e altri maratoneti e ultramaratoneti

EVENTO 10/100/1000 PATROCINATO C.T.R.

Correre 100 chilometri al giorno per 10 giorni consecutivi per effettuare uno studio medico-scientifico sul corpo umano soggetto a sforzi prolungati, ma anche per entrare nel Guinness World Records. Questo il duplice obiettivo dell’evento medico-sportivo patrocinato da Provincia e Comune di Reggio Emilia di cui sarà protagonista, dal 21 al 30 ottobre, Antonio Tallarita, il podista reggiano vincitore lo scorso giugno della Torino-Roma, l’ultramaratona più lunga che si sia mai effettuata in Italia (712 chilometri, percorsi in circa 147 ore). 

La sfida è stata presentata questa mattina a Palazzo Allende, sede della Provincia di Reggio Emilia, dallo stesso Tallarita insieme all’assessore provinciale alla Sicurezza sociale Marco Fantini, all’assessore comunale allo Sport Mauro Del Bue,  al dottor Roberto Citarella del CTR, responsabile medico-scientifico dell’evento, al presidente della Cooperatori-Scott di ciclismo Valentino Iotti, a sponsor e sostenitori dell’iniziativa tra cui i vertici di Coni, Uisp , Fondazione per lo sport e Podistica Biasola.
Antonio Tallarita, 51enne di origini siciliane dirigente della Lombardini motori (sponsor dell’impresa insieme ad Avis ed Iren), si è avvicinato a queste gare estreme solo nel 2004, quando a Carpi ha completato la sua prima maratona (competizione, come noto, di “appena” 42 km e 195 metri) in 3 ore e 23 minuti. Al 2006 risale invece la sua prima  100 chilometri (10 h 21 min al Passatore), al 2008 la sua prima 24 ore ( 197,6 km a Palermo).  Nel 2010 ha conquistato la medeglia d’oro agli Europei e quella d’argenti ai Mondiali di 24 ore su strada a squadre e quest’anno, oltre alla Torino-Roma, si è aggiudicato anche la 24 ore di Sarvar-categoria Master in Ungheria ed il titolo italiano Master di 6 ore su strada.

“Per entrare nel Guinness World Records dovrò superare i 700 chilometri percorsi in 7 giorni da Enzo Caporaso – ha detto Tallarita –  Partirò venerdì  21 ottobre e per dieci giorni, ogni mattina alle 8, sarò in strada per i miei cento chilometri quotidiani sulla pista di avviamento al ciclismo che la Cooperatori mi ha gentilmente messo a disposizione, un tracciato davvero perfetto per una impresa del genere perché, variando con curve sia a sinistra sia a destra, non sollecita esclusivamente una parte delle articolazioni”.
“Affrontare le ultramaratone non è semplice, perché è necessario che il corpo e la mente siano una cosa sola. L’uno deve essere in sostegno all’altra e nulla deve e può essere inventato sul momento perché un piccolo errore, una sottovalutazione o sopravalutazione di se stessi può essere fatale”, ha aggiunto Tallarita spiegando che conta di percorrere i 100 chilometri quotidiani in 12 ore nei primi 3 giorni, in 14 ore dal quarto al settimo giorno e in 16 ore negli ultimi tre.
Fondamentale sarà dunque anche il sostegno psicologico che l’”ultratleta” potrà avere sul campo da altri atleti (già 28 maratoneti hanno assicurato di essere al suo fianco nell’arco dei dieci giorni), appassionati, ma anche cittadini. Le stesse scuole di Reggio sono state coinvolte per partecipare a questo evento che potrebbe portare il podista reggiano nel  Guinness World Records.
Ma scopo dell’impresa è anche effettuare uno studio medico-scientifico sul corpo umano soggetto a sforzi prolungati. A questo penserà una équipe composta da medici del Cnr di Milano e del Centro di Medicina dello Sport di Veron e dal dottor Roberto Citarella, direttore sanitario del CTR di Reggio  Emilia: “Prima, durante e dopo la prova effettueremo controlli ematochimici ed anche risonanze magnetiche per valutare, ad esempio, se in occasione di uno sforzo prolungato si registrino delle perdite muscolari, perché tutti questi atleti sostengono di arrivare a un certo punto di crisi che però spesso viene superato – ha spiegato il dottor Citarella – Cercheremo quindi di capire se le energie che gli atleti ritrovano quando sembrava fossero finite vengono magari prese a danno della muscolatura”.
Il più caloroso in bocca al lupo a Tallarita, a nome di tutti i reggiani, è stato espresso dall’assessore provinciale Marco Fantini e dall’assessore comunale Mauro Del Bue che, insieme ai vertici di Coni, Uisp e Fondazione per lo sport, hanno sottolineato anche la “bella e importante collaborazione che si è realizzata tra i ciclisti della Cooperatori e i podisti del Biasola nell’interesse comune dello sport e di Reggio”.

Il Dr. Citarella e Tallarita al lavoro

Il Dr. Citarella illustra lo studio medico scientifico in conferenza stampa

Tallarita con il Dr. Citarella e il Dr. Gallo della Lombardini Motori, altro sponsor dell’impresa

PREVENZIONE E CURA NELL’OSTEOPOROSI

La Federazione Italiana Osteoporosi e malattie dello Scheletro (FEDIOS) organizza per

  sabato 22 ottobre 2011 – ore 9.00

 presso il C.T.R. di via F.lli Cervi 59/e a Reggio Emilia un convegno dal titolo :

 Prevenzione e cura nell’osteoporosi

 

La Dr.ssa Frigelli Sabrina specialista in reumatologia e nello studio delle malattie metaboliche dell’osso, presenterà le nuove linee guida in materia di Osteoporosi.

La partecipazione al convegno, per tutti coloro che fossero interessati, è gratuita previo accredito presso la segreteria del C.T.R. (0522/385411)

L’Associazione, senza alcuna finalità di lucro, persegue le seguenti finalità:

a) attivare campagne di informazione e di sensibilizzazione sociale e politica nell’ambito della medicina preventiva;b) promuovere attività di sostegno alle richieste dei pazienti di osteoporosi; c) promuovere studi e ricerche nel settore della osteoporosi e di altre malattie di rilevanza sociale; d) organizzare corsi didattici e seminari periodici per l’aggiornamento del personale medico e paramedico coinvolto nella gestione della malattia e) organizzare iniziative finalizzate all’aggiornamento, attraverso l’utilizzo di strumenti quali i dibattiti pubblici, le conferenze e le pubblicazioni; f) aiutare finanziariamente, mediante contributi e rimborsi spese, studiosi che vogliono partecipare a convegni, congressi o corsi di qualificazione in sedi qualificate anche all’estero, o per effettuarvi comunque periodi di studio; g) le attività di cui al comma precedente sono svolte dall’ Associazione prevalentemente tramite le prestazioni fornite dai propri aderenti. h) l’attività degli aderenti non può essere retribuita in alcun modo nemmeno da eventuali diretti beneficiari.

Per info: Dr.ssa Sabrina Frigelli c/o C.T.R. 0522/385411

Dott.ssa Sabrina Frigelli

Cos’è l’osteoporosi L’osso non è una struttura inerte ma durante la nostra vita viene continuamente “rimodellato”; le cellule più importanti nell’osso sono due: quelle che tolgono calcio (osteoclasti) e quelle che ne costruiscono di nuovo (osteoblasti). Le due cellule lavorano insieme tanto che ogni volta che gli osteoclasti tolgono calcio, subito gli osteoblasti ne rimettono e nessuna delle due cellule riesce a lavorare se da sola. L’osso costituisce un enorme serbatoio di calcio, questo è indispensabile per il buon funzionamento di cervello, cuore e reni, perciò tutte le volte che l’introduzione di calcio è inferiore alle nostre necessità, il calcio viene prelevato dalla nostra riserva, l’osso. Durante la vita di un essere umano la distruzione e la produzione di osso non sono sempre uguali: il bambino ha bisogno di accrescere le sue ossa per cui dai 0 fino ai 20 anni gli osteoblasti producono più osso di quello che gli osteoclasti distruggono. E’ opinione comune che fino ai 30-35 anni il nostro osso lavori in “positivo” e a quell’età si raggiunge quello che viene chiamato il “picco di massa ossea” cioè la maggior quantità di osso che potremmo mai avere in tutta la vita. Dopo i 35 anni le cellule che producono osso iniziano a lavorare meno di quelle che lo distruggono e così da quell’età noi cominciamo a perdere ogni anno un po’ di calcio dall’osso. Questa perdita modesta si può considerare fisiologica. Purtroppo dopo la menopausa, la perdita degli ormoni femminili (estrogeni) accelera il meccanismo e l’osso, non avendo più la protezione di questi ormoni, perde molto più calcio di quello che viene ricostruito. La perdita eccessiva di calcio e le alterazioni che avvengono all’interno dell’osso, portano molte donne all’osteoporosi. Chi ha l’osteoporosi ha molta più probabilità di fratturarsi le vertebre, il polso, il femore e questo può avvenire per traumi lievi o addirittura senza traumi. Mentre le fratture di polso e di femore sono sempre evidenti per l’impotenza funzionale e il dolore, il 50% solamente delle fratture vertebrali si manifesta con dolore e l’altro 50% non dà segno di se. Quindi solo la metà delle donne con fratture da osteoporosi sa di averle, l’altra metà lo può scoprire solo facendo radiografie della colonna dorso-lombare o una morfometria vertebrale (questi esami permettono di analizzare il corpo vertebrale e vedere se la vertebra si è schiacciata). Mentre è colpita dall’osteoporosi una donna su tre, nell’uomo l’osteoporosi è un evento più raro anche se non infrequente, l’uomo ne è esposto dopo i 60 anni, quando si riducono gli ormoni maschili (androgeni). Ad aggravare quella che è la perdita ossea possono esserci molti fattori che elencherò qui di seguito: -sesso femminile -razza bianca -familiarità per fratture -familiarità per osteoporosi -menopausa precoce spontanea o chirurgica (asportazione delle ovaie). Le donne che subiscono l’asportazione dell’utero ma non delle ovaie non devono considerarsi in menopausa perché non hanno più le mestruazioni ma le loro ovaie possono continuare a produrre gli estrogeni anche per anni. -fumo di sigaretta -estrema magrezza -scarsa introduzione di calcio e vitamina D con la dieta -scarsa attività fisica -immobilizzazione (per una malattia o per il coma ecc) -abuso di alcool -abuso di caffè -assunzione prolungata di questi farmaci: cortisonici, ormoni tiroidei, antiepilettici, anticoagulanti.

Come prevenire l’osteoporosi -fare regolarmente attività fisica moderata -introdurre quantità adeguate di calcio e vitaminaD con la dieta. - mantenere il peso corporeo nei limiti della norma (essere troppo magre in questo caso non giova). -evitare eccessi di alcool e di caffè. -abolire il fumo di sigaretta.

Per capire se c’è l’osteoporosi L’osteoporosi è una malattia “silenziosa”, cioè non dà alcun sintomo della sua presenza se non quando c’è la complicanza, che è la frattura ossea di polso o di femore o nel 50% delle fratture vertebrali. Per questo motivo è importante capire quando è il momento di fare l’esame per ricercarla: capita spesso di vedere pazienti che fanno MOC ogni anno perché hanno dolori articolari diffusi da artrosi e si meravigliano del fatto che l’esame sia sempre negativo e poi capita di vedere persone che si accorgono di avere l’osteoporosi solo perché si fratturano il femore o le coste o il polso o le vertebre. L’artrosi è una patologia del tutto diversa dall’osteoporosi, ed è sempre sintomatica, è importante non confondere le due malattie. L’esame MOC dovrebbero essere fatto alle donne entro due anni dalla menopausa, o prima se ci sono molti fattori di rischio. Deve poi essere ripetuto ogni due anni se il risultato è alterato, ogni 3 se è risultata nella norma. L’unico caso in cui può essere ripetuto dopo un anno è nei pazienti che fanno uso di cortisone ad alte dosi perché il cortisone è l’unico che apporta modifiche così rapide. Una volta che si fa l’esame e si scopre di avere l’osteoporosi non è molto saggio non fare niente e aspettare il controllo successivo per vedere come vanno le cose, ma bisogna fare una visita specialistica per decidere, in base ai fattori di rischio e agli esami di sangue, se è necessario iniziare subito una terapia e che tipo di terapia. Il medico deciderà inoltre, in base al risultato della densitometria, alla presenza di cifosi dorsale (incurvamento in avanti della colonna), alla presenza di dolore vertebrale tipico, alla riduzione inspiegabile della statura, se far eseguire anche una radiografia.

Cosa deve fare chi ha l’osteoporosi -rivolgersi ad uno specialista o al proprio medico per gli accertamenti opportuni ed una terapia adeguata -evitare di stare a lungo a letto o in poltrona -fare ginnastica dolce e potenziamento della muscolatura paravertebrale e glutea -usare scarpe morbide e con suola non scivolosa -evitare di flettere il dorso per raccogliere le cose da terra -non spostare o sollevare peri eccessivi -non usare tappeti piccoli in bagno o scendiletto in camera perché è facile scivolare - usare tappetini antisdrucciolo nella vasca o nella doccia

NUOVA PISCINA RIABILITATIVA

Il giorno 9 settembre 2011 alle ore 20.00 presso la sede del C.T.R., in occasione del 15° anniversario di fondazione del centro, verrà presentata la nuova piscina riabilitativa che oggi offre una vasca di 5 x 12 metri alta 1,20 metri con una capienza di circa 70 metri cubi di acqua salina ad una temperatura di 34 gradi. La piscina è inoltre fornita di un elevatore per coloro che hanno problemi di deambulazione, di tre bocchette per l’idromassaggio e acqua controcorrente.

WELLNESS IN ACQUA AL C.T.R.

DA LUNEDI’ 12 SETTEMBRE RIPARTONO I CORSI DI GINNASTICA IN ACQUA NELLA NUOVA PISCINA DEL C.T.R. .DA LUNEDI’ A VENERDI’ DALLE 19.00 ALLE 21.30 POTRAI MANTENERTI IN FORMA CON :

ACQUATONIC- LA GIUSTA COMBINAZIONE FRA ACQUA E FITNESS GRAZIE ALL’UTILIZZO DI ATTREZZI SPECIFICI QUALI GIUBBOTTI E TUBI GALLEGGIANTI,STEP,PINNE…

ACQUAGYM- LA MOLTEPLICITA’ DEGLI ESERCIZI PROPOSTI UNITI ALLA MUSICA RENDONO QUESTO TIPO DI ATTIVITA’ MOLTO COINVOLGENTE E STIMOLANTE

ACQUAPILATES- PER MODELLARE E TONIFICARE IL TUO CORPO IN MODO ARMONICO

ACQUAAEROBICA – GLI ESERCIZI ACCOMPAGNATI DALLA MUSIA AUMENTERANNO IL VOSTRO TROFISMO MUSCOLARE STIMOLANDO AL CONTEMPO IL VOSTRO APPARATO CARDIO-RESPIRATORIO

OGNI TURNO AVRA’ LA DURATA DI 50 MINUTI .

E TUTTI I SABATO  “COCCOLE IN ACQUA”

NUOVE E COINVOLGENTI PROPOSTE PER BAMBINI DAI QUATTRO MESI AI 5 ANNI ACCOMPAGNATI DAI LORO GENITORI

 

PER INFO ED ISCRIZIONI: AQUARIA-ACQUAFITNESS A.S.D.  340/9349431 (Gloria)