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Grosseto-Manciano, 60 km di sudore e dolore. Gli ultimi 10 km costituiti da una lunga e ripida salita. Antonio, partito alle 18,10 da Grosseto, è arrivato alle 5,15. Dopo il meritato riposo, alle 9 si sta apprestando a partire per Tuscania (48,1km). Alla fine ne mancheranno solo 102 a Roma!
Sulla strada verso Tuscania
Dopo Piemonte, Liguria, Toscana, eccoci finalmente in Lazio!
Chilometri e chilometri di pace assoluta!
21esimo km.Nessun dolore o segno di stanchezza!
Ore 21: 21 km da Grosseto.I metatarsi fanno male!Una pausa di quindici minuti: ghiaccio e supporto morale!E si riparte!!!
Torino-Roma No stop: 5° giorno, Antonio Tallarita non molla!
Panta rei os potamòs! Antonio Tallarita prosegue la sua marcia verso Roma, come un vetusto guerriero, verso quell’Iter glorae che lo condurrà all’Altare della Patria!
Sono trascorsi 5 giorni dal quel 2 giugno tricolore torinese, per Antonio Tallarita e gli altri 8 compagni di viaggio tutto scorre, la strada, le città, gli alberi, i chilometri, tanti, davvero tanti, per molti la maggioranza, inimmaginabili, 720 km circa, troppo faticoso pure a pronunciarli e davanti a loro solo la meta! Panta rei! Di giorno la vita che scorre veloce come un fiume, di notte la solitudine dell’ultramaratoneta in cammino versus et intra .
E’ stata un’altra notte difficile quella trascorsa fra domenica e lunedi, le vesciche si fanno prepotentemente sentire, il sonno c’è ma il verbo dormire è come qualcosa da cancellare dal proprio vocabolario personale, il sonno e la stanchezza sono come le sirene ammaliatrici che, con il loro suadente canto rivolto ai naviganti, chiedevano loro di indugiare, ma questo li portava a sicura morte. Solo Ulisse si è salvato e oggi ci prova Antonio Tallarita e con lui gli altri amici. La notte buia e tormentosa è trascorsa, la giornata di lunedi ha visto Antonio Tallarita avanzare bene, lasciata la provincia di Livorno, avviatosi verso quella di Grosseto, alle ore 1 di notte dopo la sosta al check-point di Venturina, Antonio si è avviato verso Grosseto, anche se con molta difficoltà, dove presso il campo scuola di atletica leggera era posto il check-point. Il tempo seppur bello, contrariamente a quanto successo agli altri alteti in gara che, sulla famigerata Aurelia pisana hanno vissuto anche loro la loro notte di tregenda! A Grosseto Antonio Tallarita dopo essere stato medicato e massaggiato dallo staff medico, Dottor Roberto Citarella e Giovanni Moccia, ha incontrato alcuni fans e soprattutto l’ultramaratoneta, l’architetto Silvia Sacchini, che corre per il Marathon Bike di Grosseto. Silvia, ferma da parecchi mesi, per problematiche legate al lavoro che le impediscono di allenarsi con continuità e per periodi lunghi, come prevede chi prende sul serio l’ultramaratona, fra le sue maggior soddisfazioni, annovera il terzo bellissimo posto femminile alla 100 km di Tarquinia del 2009. Dopo l’abbraccio alle ore 18.00 di lunedi 6 giugno, Antonio ha lasciato Grosseto per dirigersi verso Manciano, un minuscolo Comune di 7.000 abitanti posto a circa 62 km dalla provincia grossetana e soprattutto è il paese di confine fra le regioni Toscana e Lazio. Antonio si appresta così a lasciare la terza regione interessata dall’evento, per entrare poi in quel Lazio, miraggio per i più a inizio fatica che sempre più sta prendendo forma sotto l’incedere dei passi talvolta lunghi, talvolta corti, brevi del moderno Ulisse o, se vogliamo rimanere in chiave podistica, del moderno Emerodromo, chiamato ad annunciare che l’Italia, dopo 150 anni è lì, ancora unita, sotto quel tricolore nato ufficialmente nella città di residenza di Tallarita, Reggio Emilia. Ha un alleato molto particolare Antonio, oltre allo staff medico già menzionato ieri che fa l’impossibile, oltre ciò che sarebbero i ruoli effettivi, standogli accanto notte e giorno, c’è una conditio sine qua non, senza la quale non potrebbe esser dove è al momento, a meno di 200 km da Roma: si chiama Salvatore Tallarita, il fratello maggiore di Antonio, colui che spesso e volentieri quanto può segue Antonio nelle varie imprese, anche a Brive durante il Mondiale di 24 ore, c’era Salvatore a supportarlo. Salvatore, sposato, vive a Gela, in Sicilia, guida in questa avventura un camper pieno di rifornimenti ove a volte sogna di distendersi per riposare, ma non può, c’è un fratello da aiutare, da seguire, su cui vigilare! Se Antonio è giunto sin qui, molto lo si deve a lui, al sangue freddo tenuto la notte sul raccordo fra Viareggio, Torre del Lago, la via Aurelia, quando Antonio si è smarrito. E’ stato lui ha ritrovarlo..non è cosi semplice come a raccontarlo! Salvo è davvero un alleato prezioso!
Per quanto concerne gli altri, nella giornata odierna, il maltese di Roma, Victor Vella è stato portato in ospedale ma poi è tornato ed ha ripreso chiudendo il cammino dei Nove.
A precederlo i fratelli Aiudi con Paola Pari, la giovane del gruppo. Al quinto posto procede instancabile Marinella Satta prima donna, che, superata la difficoltà dell’ormai tristemente famosa Aurelia, e dopo aver dormito un pò di ore ha ripreso con lena maggiore il suo cammino. Tutti in giornata hanno lasciato il campo base di Rosignano Solvay, mentre l’americano Roy Pirrung, conduce saldamente in seconda posizione a circa 61 km di distacco da Tallarita: dopo le ore 18.30 infatti aveva lasciato Venturina per dirigersi verso Grosseto. Terza posizione per l’organizzatore Enzo Caporaso, quarto Aldo Maranzina. Altra nota, da ieri sera a scortare Antonio Tallarita c’è anche il giudice UISP Eugenio Vaccaro, tra l’altro marito della Satta.
I nove procedono, Antonio non si lascia ammaliare dalle sirene, ma non si fa legare come il vero Odisseo, lui corre e cammina spedito verso l’iter gloriae, le sirene sono avvisate!
Denise Quintieri – Ufficio stampa
Roy Pirrung (atleta americano sulla sinistra) e Antonio Tallarita
Ore 23.00 Km 544
Le indicazioni sul tracciato dicono: colline sali-scendi!
A noi sta venendo il mal di mare.
Lui va che è una bellezza!!!
18.10: si firma prima di partire in direzione Venturina. Al prossimo Check Point saranno stati percorsi 447 km!